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Basta spese e lungaggini processuali

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Benefici e applicazione della conciliazione

Tutti conosciamo i tempi della giustizia in Italia e spesso si rinuncia a liti di non alto valore economico per evitare le lungaggini burocratiche, una risposta a questi problemi è stata data con l’inserimento della conciliazione, la normativa di riferimento è il d.lgs 5 del 2003.
La conciliazione è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie aventi ad oggetto i diritti disponibili (è diritto indisponibile ad esempio il diritto alla vita). Per attivare tale procedura occorre presentare domanda, meglio se assistiti da un professionista, presso un organismo di conciliazione. Questi sono soggetti autonomi di diritto e possono organizzarsi in forma associativa o societaria, per poter operare devono iscriversi presso un apposito registro tenuto dal Ministero della Giustizia, ciò è necessario per far in modo che sugli organismi sia comunque esercitato un controllo pubblico. All’interno di tali società, o associazioni di conciliazione, operano i conciliatori che devono essere soggetti dotati di requisiti di onorabilità e di requisiti di professionalità, quindi essere magistrati di ruolo in quescienza, professori universitari in materie giuridiche o economiche, oppure professionisti nel settore legale, iscritti in albi professionali da almeno 15 anni, o con anzianità inferiore ma solo nel caso in cui sia dimostrato l’aver partecipato a corsi di formazione per conciliatori. Come si vede si richiede al conciliatore una conoscenza ed una professionalità pluriennale nel campo del diritto, ciò rappresenta un vantaggio per chi aderisce a tali procedure perché ha la consapevolezza e che comunque il giudizio sarà formulato partendo da norme giuridiche.
Inoltrata la domanda, in breve tempo la segreteria della società di conciliazione scelta invia la stessa alla controparte, questa può aderire o meno al procedimento extragiudiziale di conciliazione.
Fatto questo primo passo, viene fissato l’incontro tra le parti alla presenza di un conciliatore.
Il conciliatore deve essere un soggetto neutrale che non ha alcun legame con le parti ed è indipendente dalle stesse. Compito del conciliatore è cercare di dirimere la controversia e gli incontri possono essere anche più di uno, in essi è favorito il dialogo tra le parti con enormi benefici per tutti.
Dell’incontro viene redatto un verbale, lo stesso può essere di conciliazione se le parti trovano un accordo oppure, verbale di non conciliazione, in questo caso si potrà agire in via giudiziale.
L’azione può essere promossa anche tramite un’associazione di consumatori con il vantaggio di dover pagare solo la quota associativa, in questi casi i soggetti che possono esercitare questo diritto sono consumatori che ritengono di poter vantare diritti nei confronti di imprese, quindi le associazioni dei consumatori possono intervenire nella conciliazione ogni volta vi sia una controversia tra consumatore ed impresa, come ad esempio nelle controversie su forniture. Il servizio può essere fornito anche nelle controversie contro le banche ed ultimamente anche l’IVASS, istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha incoraggiato tale forma di risoluzione delle controversie in materia di rc auto.
Notevoli sono i vantaggi che si possono ricevere dalla conciliazione, il primo è di sicuro dato dal tempo risparmiato, in secondo luogo vi è la snellezza burocratica a cui però non si affianca un’incertezza di tutela, ma anzi una maggiore certezza dovuta proprio ai tempi rapidi, infine, vi è un risparmio economico notevole perché i costi sono davvero ridotti. Le spese di avvio sono di soli 40 euro più IVA, mentre le spese di mediazione dipendono dall’ammontare del valore della lite, ma sono comunque basse.

28 novembre 2013

Giovanni Zappalà