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Dimesso, torna in ospedale e muore Inchiesta al Buccheri La Ferla

La vittima si chiamava Michele Bruno, aveva 66 anni ed era un medico di base. È stato lui a stesso a capire che nonostante fosse tornato a casa c’era qualcosa che non andava. Disposta l’autopsia.

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PALERMO – È morto in ospedale dove era tornato dopo essere stato dimesso. Si indaga su un presunto caso di malasanità al Buccheri La Ferla di Palermo. La vittima si chiamava Michele Bruno, aveva 66 anni ed era un medico di base. È stato lui a stesso a capire che nonostante fosse tornato a casa c’era qualcosa che non andava. È morto il 26 agosto scorso. Ieri è stata eseguita l’autopsia disposta dal pubblico ministero Annamaria Picozzi che ha aperto un’inchiesta. Il fascicolo, al momento, è ancora a carico di ignoti.

Questi i fatti come sono stati ricostruiti dalla moglie, Maria Barbato, che ha affidato la sua denuncia agli avvocati Rosi Angelone e Giuseppe Gerbino. Il primo agosto Bruno si sente male. Soffre del morbo di Crohn ed è cardiopatico. È spossato, privo di forze. Un campanello d’allarme non ascoltato? Si presenta al Pronto soccorso e viene ricoverato nel reparto di Medicina del Buccheri La Ferla. Vi resta fino al 23 agosto. Qualche giorno prima delle dimissioni, racconta la donna, il marito avrebbe chiesto di essere sottoposto ad una consulenza cardiologica. La visita non sarebbe stata effettuata perché, sempre stando alla denuncia, i sintomi di affaticamento erano stati collegati alla lunga permanenza a letto.

Arriva il giorno delle dimissioni. La moglie riferisce, però, che l’uomo continuava a stare male. E lo avrebbe fatto presente ai due medici che si erano succeduti nel turno in reparto. I valori della pressione sono nella norma e lo mandano a casa: la degenza è finita. Eppure, riferisce la donna, per raggiungere la macchina era stata necessaria la sedia a rotelle. Bruno rientra a casa, ma non ha le forze per reggersi in piedi. Meglio tornare al pronto soccorso. Viene di nuovo ricoverato. Stavolta in Cardiologia. Le nuove terapie fanno effetto. Sta meglio. Gli è pure tornato l’appetito. Il 26 agosto accade il peggio. La moglie viene invitata a lasciare il reparto. Il marito si sente di nuovo spossato. Gli misurano la pressione e la glicemia. Che risulta bassa.

La donna viene invitata a lasciare il reparto. Torna a casa dopo avere trascorso la notte accanto al marito. Mezz’ora dopo le dieci riceve una telefonata. Deve tornare in ospedale. L’uomo sta male. Quando giunge in via Messina Marine, Michele Bruno è già morto. “Avrebbe dovuto sottoporsi alla ecografia del cuore – denuncia la donna – ma non ha ricevuto la prestazione”. È davvero stato un caso di malasanità? Bruno ha ricevuto l’assistenza necessaria? Il decesso poteva essere evitato? L’inchiesta servirà a rispondere agli interrogativi. Abbiamo più volte contattato, senza successo, il Buccheri La Ferla per conoscere la posizione della direzione sanitaria.

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Fonte: livesicilia.it

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Venerdì 29 agosto 2014
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